|
L’ Associazione A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto) si sviluppa e cresce insieme ai cittadini creando reti di solidarietà e reciprocità. Da anni è attenta alle più attuali problematiche sociali e con la collaborazione dei componenti degli oltre 30 gruppi di auto-mutuo aiuto affiliati ad essa ha rilevato bisogni societari che hanno portato all’attivazione di numerosi progetti a valenza collettiva, come: “La Febbre del sabato sera”.
Questo progetto risponde, in assenza di servizi territoriali a favore dell'integrazione sociale di minori con disabilità intellettiva, alla necessità rilevata dai genitori del gruppo di auto mutuo aiuto “Punto Zero”, di creare una rete di rapporti amicali e affettivi, che permetta l'inclusione sociale degli stessi con ragazzi coetanei, durante il tempo libero. Al progetto partecipano 11 ragazzi con età compresa fra i 15 e i 20 anni, che in presenza di 2 educatori professionali e con la collaborazione di 30 adolescenti volontari degli Istituti cittadini, svolgono attività di tipo ludico ricreative durante il fine settimana per 3 incontri mensili. Il progetto, seguendo la tipica modalità dell'A.M.A. del “fareassieme”, ha coinvolto diverse realtà istituzionali e associative affinchè potessero essere perseguiti gli obbiettivi di inclusione sociale previsti.
Oltre all'A.m.a., che ha materialmente steso il progetto avvalendosi dell'aiuto dei genitori, hanno partecipato attivamente: il Comune di Brescia che attraverso l'intercessione dell'Assessorato ai Servizi Sociali, ha provveduto a procurare i locali e idealmente sostenuto l'iniziativa; il Ctrh (centro territoriale risorse handicap) che ha svolto il delicato compito di mediazione con gli Istituti cittadini per sensibilizzare e avvicinare giovani studenti al mondo del volontariato; la Neuropsichiatria territoriale e l'Asl di Brescia, che hanno individuato le famiglie destinatarie e dato un supporto formativo ai volontari; la Cooperativa “la Sorgente”, che ha individuato e messo a disposizione gli educatori.
L'adolescenza per chi la guarda in retrospettiva è un lampo, dove tutto accade, e in un attimo siamo grandi.
Ha le gambe lunghe l'adolescenza e corre in fretta, e forse come in nessun altro periodo della vita, tutto si concentra e si sovrappone lì in quei pochi anni che ci traghettano dall'infanzia all'età adulta: la gioia esplosiva e la sofferenza più nera, la noia e l' infinita voglia di novità, l'amicizia indissolubile e quella usa e getta. Tutto quello che si sperimenta in quegli anni traccia i segni indelebili nella nostra personalità, e gli incontri, le relazioni con gli altri sono il passaggio attraverso il quale impariamo a conoscerci e conoscere l'altro e il mondo. L'adolescenza porta con sé anche tanto bisogno di omologazione, da qualunque parte la si guardi. L'omologazione è un “luogo” rassicurante, un rifugio per sentirsi accettati, che poi permette di trovare il coraggio di cercare la propria identità. Ma qualcuno non può, non riesce ad omologarsi, perchè si è diversi. Diversi e basta. Così spesso scatta la solitudine, l'emarginazione, si rimane esclusi, si rimane alla finestra ad osservare un mondo al quale non c'è modo di appartenere. Quando si pensa alla disabilità non si pensa sempre alla negazione dei diritti, ma piuttosto ad una seppur faticosa, ricerca di alternative, di soluzioni diverse. "La Febbre del sabato sera" è un piccolo movimento di persone, che ritiene lo star bene insieme un diritto, non una condizione occasionale affidata alla buona volontà di fratelli, o alla scorta sempre più esigua, di compagni di scuola e di amicizie personali.
L'aspetto innovativo di questo progetto sta nel fatto che “La Febbre del sabato sera”, è composta da ragazzi con disabilità, ma soprattutto da ragazzi volontari adolescenti, che insieme a loro progettano questo “lampo di tempo”, per condividere e crescere con loro, restituendo il “diritto all'adolescenza” a poter dire “ io ci sono”. I ragazzi volontari hanno reso possibile questa esperienza, sottraendo un tempo per sé e riempiendolo dell'altro diverso da sé, permettendo ai grandi di pensare che in quel posto chiamato “futuro” ci sia posto per tutti.
Il progetto persegue obbiettivi dipendenti l'uno dall'altro, cioè appagare bisogni di integrazione dei ragazzi con disabilità partecipando alla vita cittadina, e offrire ai ragazzi adolescenti la possibilità di poter partecipare ad una attività di volontariato tesa alla costruzione di una società attenta ai bisogni di tutti, e che grazie al loro apporto diventa possibile. La collaborazione e la disponibilità ad unire i diversi saperi esperienziali e le competenze professionali, congiuntamente alla fiducia, hanno decretato il successo di questa iniziativa.
"La febbre del sabato sera” è un progetto sperimentale, e quindi non può essere inteso come un servizio, anche se i dati rilevati dalla Neuropsichiatria Infantile di Brescia, hanno riscontrato che sono almeno 40 le famiglie cittadine e 20 dell'interland, potenzialmente interessate.
“Avere una vita sociale è un diritto” rendiamolo possibile.
Per informazioni contattare: Zerneri Barbara - 3332391156 Referente genitori
|